Le mine nel sottosuolo del centro urbano di Cefalù

Ritratto di Saro Di Paola

7 Novembre 2022, 14:50 - Saro Di Paola   [suoi interventi e commenti]

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Stamattina, nel parcheggio pubblico con accesso dalla via di Belgioioso, sono iniziati i lavori per bypassare un tratto del tubo ARMCO, nel quale sono intubate le acque di quello che era “u vadduni Pietraruossa”.
         
Il tratto di ARMCO da bypassare è quello compreso tra il pozzetto di salto all’estremità lato monte del parcheggio
        
e l’estremità lato valle del parcheggio medesimo.
        

Da cittadino, non posso che esprimere il mio compiacimento all’Amministrazione.

Sotto il titolo “C’era una volta u vadduni Pietraruossa", nel dicembre del 2013 pubblicai tre scritti (www.qualecefalu.it/node/5688 ),  (www.qualecefalu.it/node/5704 ), (www.qualecefalu.it/node/5740 ), in uno dei quali pubblicai la foto che segue
                                                                                 
con una linea rossa che indicava, proprio, il tratto di ARMCO che verrà bypassato..

Tale tratto è, però, soltanto uno dei tratti dei tubi ARMCO, nei quali sono intubati i principali vadduna che scaricavano a mare le acque meteoriche delle zone collinari a monte del centro abitato: il Pietragrossa e lo Spinito, per gran parte del loro sviluppo, il Sant’Oliva  ed il Pisciotto, per brevi tratti.

Con l’espansione del centro abitato, intubare i vadduna è, via via, divenuta una necessità.
Infatti, o i vadduna o le strade.
Basta pensare alle vie Pietragrossa, Belvedere, Giglio, San Pasquale, Archimede e lungomare Giardina, per il torrente Pietragrossa.
Alle vie Antonello da Messina, Pirandello, Vazzana e lo stesso lungomare Giardina per il torrente Spinito.
Alla circonvallazione, lato ovest, per il torrente Pisciotto.
Alla circonvallazione, lato est, per il torrente Sant’Oliva.

Oggi dopo, svariati decenni dalla loro collocazione, quei tubi sono stati aggrediti e corrosi dall’acqua che vi scorre dentro
                                                                                  
e sono autentiche mine nel sottosuolo di quelle vie o di tratti di quelle vie.

Perché quei tubi potrebbero schiacciarsi, con conseguenze disastrose, o provocare fornelli simili a quelli che, reiteratamente dal 2010 al 2012, si sono verificati al bivio tra la via Pietragrossa e la via Cirincione e che, ogni volta, sono stati colmati con pietrisco e asfalto
         
fin quando, nel mese di maggio del 2013, non si è proceduto al rivestimento ed al consolidamento dell’ARMCO 
         
mettendo in sicurezza il bivio che lo sovrasta.

Disinnescare tutte quelle mine non è operazione da poco.
Richiede tempo ed un impegno economico tutt’altro che indifferente.
Però, localizzarle per programmarne la priorità non è difficile e non richiede un grosso impegno economico.
E' operazione indifferibile.
Ne vale della sicurezza di tutti.

Saro Di Paola, 7 novembre 2022