Pigghiamuni u cafè

Ritratto di Totò Testa

8 Luglio 2016, 20:46 - Totò Testa   [suoi interventi e commenti]

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In questo aneddoto sono presenti:

1: Il Gabinettista Loquace;
2: Il Sindaco Evocato
3: Il Sindaco Confuso e Felice.

Prima di passare alla narrazione, però, è utile approfondire i caratteri dei personaggi ed inquadrare il contesto in cui si “annacano” (dire “si muovono” appare eccessivo).

Il “gabinetti sta” è una particolare varietà di “regionalis caudatum” , specie in via d’estinzione, il cui motto è “estote quartiati”.

Di solito il gabinettista, le cui mansioni essenziali consistono nel mostrare al pubblico quant’è difficile parlare con l’Assessore o con il capo di Gabinetto (che di solito sono “in riunione”) non è molto loquace.

Anzi, se vi capitasse di doverne praticare uno, potreste accorgervi solo alla quinta o sesta occasione d’incontro (quando, cioè, avrete stabilito un certo rapporto di cordialità) che il soggetto in questione non è né sordastro né mutanghero e che riesce ad articolare anche parole di due o più sillabe.

C’è, però, un luogo dove il gabinettista diventa loquace, ed è: il bar!

Infatti la scena dell’aneddoto è il bar di un assessorato qualsiasi di una regione qualsiasi.

Il Sindaco Evocato che, in quanto evocato, non è presente nella scena, se ne sta bello seduto e tricolor-fasciato al suo paesello disastrato, apparentemente inviso a tutti, ma….

Il Sindaco Confuso e Felice, invece, è presente sulla scena. E’ Felice perché proviene da un confortante colloquio con l’Assessore che più o meno gli ha promesso una riserva di due o tre posti di stuppatori di fognatura riservato a giovani laureati parenti di sindaci (“tanto, poi, li imboschiamo in ufficio”), ma è, anche, confuso perché lui non era andato a parlare di stuppatori da assumere, ma di fognature (del suo paese) da stuppare, cosa apparentemente semplice, ma ardua se raffrontata con il vuoto pneumatico della cassa comunale.

Non è tanto sicuro, infatti, il Sindaco, che la risposta dell’Assessore serva a risolvere il problema suo e del suo paese.

Certo, ci sono gli stuppatori da assumere, ma se poi questi devono andare ad imboscarsi in ufficio, chi stupperà le fogne?

E che cosa dirà ai suoi concittadini che continueranno a bearsi degli afrori cloachici sempre più intensi con il progredire della stagione calda?

E, “a contrario”  potrebbe mai permettersi di chiedere ai parenti laureati assunti come stuppatori, di andare a stuppare effettivamente le fogne, senza rimediare certezza della non rielezione e forte probabilità di linciaggio in pubblica piazza?

Oltre che confuso, il Sindaco comincia ad essere anche preoccupato, e di queste preoccupazioni mette a parte il Gabinettista.

Gabinettista Loquace: - Perché non fai come … (Sindaco Evocato) che ha fatto il dissesto?

Sindaco Confuso e Felice: Ma non ci sono le condizioni per dichiarare il dissesto!

Gabinettista Loquace: Perché al paese di …. (Sindaco Evocato), c’erano?

Sindaco Confuso e Felice: Beh, se l’ha dichiarato, vuol dire che le condizioni c’erano!

Gabinettista Loquace: Sì, c’erano, c’erano! Diciamo che, però, non si è fatto niente per evitarlo, anzi, si è fatto di tutto per non evitarlo, il dissesto.

Sindaco Confuso e Felice: E che convenienza c’è, per il Sindaco (Evocato), visto che il suo paese è, praticamente in rovina? E che speranze ha di essere rieletto dopo che ha fatto raddoppiare le tasse e non assicura neanche i servizi essenziali?

Gebinettista Loquace: La convenienza è che può farsi la sua politica senza lo scassamento di cabasisi di dovere amministrare. E poi ora, poi,  ci stanno partendo un sacco di cose …

Sindaco Confuso e Felice: Per esempio?

Gabinettista Loquace: Per esempio … stuppatori di fognature, ma di fognature giganti!

Sindaco Confuso e Felice: Vero?

Gabinettista Loquace: Verissimo! Vedrai che sarà rieletto! Ma pigghiamuni u cafè

(Si sucano, all’unisono, i rispettivi caffè)

Ovviamente è tutto frutto della mia fantasia!